Settembre

Settembre è per me, o forse per tutti, non saprei, una ripartenza, molto più di gennaio in realtà.

Vivo settembre con l'entusiasmo di un nuovo inizio, con nuovi obbiettivi da raggiungere e nuovi propositi da portare a termine.

Questo settembre comincia con il piccolo che è partito con la sezione dei "grandi" del nido, e già qui mi sono trovata impreparata: mi aspettavo un bambino felice di tornare a scuola, come esprimeva a parole, e mi sono ritrovata un piccolo nano urlante, talmente sconvolto da non riuscire più a dormire serenamente la notte. Ottimo!!

Continuo con il mezzano che quest'anno comincerà la terza elementare con un percorso avviato di potenziamento per la disgrafia, con una voglia matta di tornare a scuola, un sorriso sdentato e tantissima voglia di fare: speriamo duri!

Arriviamo ora al reale problema, alla vera novità di quest'anno, un figlio preadolescente che inizierà la prima media! Qui casca l'asino, perchè io mamma lo sono ormai da 11 anni e quindi mi ci sento abbastanza a mio agio in questo ruolo ormai, ma io sono sempre stata e mi sento mamma di bambini piccoli, neonati, lattanti, al massimo appena grandicelli da permettermi di respirare per la loro sufficiente autonomia e la possibilità di non doverli controllare h24.

Ma io non sono mamma di qualcuno che vuole scegliere le sue scarpe e i suoi vestiti e non si mette ad occhi chiusi quello che gli porto a casa io dal negozio, io non sono la mamma di qualcuno che va autonomamente a mangiare dai nonni a piedi, che mi scrive per chiedermi cosa sto facendo...cosa faccio io? ma a te che ti frega! Sei un bambino piccolo, piccolissimo!!!! 

Io ufficialmente non sono pronta ad un ragazzino, non lo sono nella mia testa e non lo sono nella pratica. 

Mi fa strano la sera avere un figlio che guarda con noi una serie tv mentre gli altri 2 dormono (solo una puntata eh, che la sera è sacra per noi da soli).

Mi fa strano sentirlo parlare con i suoi amici con un linguaggio ed un atteggiamento a me sconosciuto.

Non mi capacito di avergli consegnato un cellulare per avvisare quando arriva e quando parte, quando va da solo a catechismo, a fare sport.

Non sono pronta alle rispostacce che arriveranno, alla richiesta di indipendenza, alle uscite, alle preoccupazioni di un figlio che si muove da solo nel mondo e non è a casa accanto a me.

Non sono pronta a non leggerlo più come un libro aperto, a non capire i suoi cambi d'umore, a comprendere il suo dramma per il nulla..

Mi sembra di aver superato la mia adolescenza l'altro ieri e non sono pronta a stare dall'altra parte! Ecco, l'ho detto!

La vera difficoltà sarà non essere una mamma troppo bacchettona che con i suoi no, fa escludere o sentire suo figlio diverso rispetto ai coetanei, ma nello stesso tempo non uniformarmi ad occhi chiusi ad abitudini e concessioni che altre mamme permettono ma che per me sono eccessive o precoci.

La vera difficoltà sarà tenersi in equilibrio tra il troppo e il troppo poco, tra quello che credo sia giusto io e quello che desidera mio figlio, tra quello che c'è nella mia testa di genitore e quello che è effettivamente la società in cui mio figlio vive.

Insomma l'ennesimo gran casino, l'ennesimo nuovo percorso da intraprendere senza che ci vengano fornite le istruzioni, l'ennesima sfida da affrontare sapendo che la posta in gioco è l'uomo che mio figlio diventerà! Poca pressione eh, poco senso di responsabilità...

Non si può tornare a quando ciucciava la tetta e il massimo della preoccupazione era se aveva fatto la cacca? chiedo per un'amica! 

Vi tengo aggiornati, forse...

S. 

 




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