Siamo Unici

Prima di scrivere un nuovo post ne rileggo sempre qualcuno di quelli passati, è una cosa che mi mette nel giusto mood per scrivere come piace a me, mi riallinea alla me che scrive di getto, che butta fuori, che esprime il suo pensiero; rileggermi mi da modo di guardarmi dentro e scrivere ciò che effettivamente c'è e non ciò che vorrei che ci fosse...

Si ok, non sembro del tutto a posto ed effettivamente non credo di esserlo, ma a mia discolpa vorrei dire che chiunque ha qualche aspetto che non rientra nella definizione di normale, tutti abbiamo qualcosa che si può definire strano, atipico, diverso, non conforme; basta pensare quando entri nella famiglia di qualcun altro e ti rendi conto di quanto ti sembri strana una determinata cosa e come invece a casa tua si svolga in maniera completamente diversa. Che sia la famiglia di un'amica, di un collega o di tuo marito, ti ritrovi sempre a pensare che la tua sia più normale della loro, ci sono dinamiche diverse, modi diversi di esprimersi, strani rituali che da esterna ti mandano ai pazzi per poi scoprire, grazie al confronto, che è esattamente la stessa cosa che vive chi entra nella tua, di famiglia.

E' così la società ci vuole tutti conformi, con il marchio CE stampato in fronte, ma la realtà è ben diversa, e se tutti ci prendessimo la briga di ascoltare più noi stessi e meno quello che pensiamo che gli altri pensano di noi, saremmo un mondo più sincero, più libero, più trasparente e meno fintamente incasellato in una griglia troppo stretta o troppo larga.

E questo lo dice, anzi lo scrive, una che dell'ordine ne fa uno stile di vita, che le griglie le adora, che ama la matematica solo perchè è precisa, è perfetta, è ordinata e un problema può avere mille modi per essere risolto ma il risultato poi è sempre quello. 

Quindi ecco, mi piacerebbe che ci fosse spazio per risolverlo un pò come cazzo ci pare quel dannato problema, già nessuno sprizza gioia nella consapevolezza che i problemi esistano, ci siano e ce ne siano tutti i giorni di nuovi, almeno lasciateci la facoltà di provare a risolverli a modo nostro.

Questa cosa del problema mi sta a cuore, perchè, quando andavo a scuola, ero brava, ma non troppo dedita allo studio, e proprio in un compito di matematica dedicai il meglio di me nella risoluzione di un problema, facendo giri immensi lo ammetto, la verità era che quel compito in classe era relativo ad un teorema che ora non ricordo (e forse nemmeno allora sapevo) ma io, non avendo studiato, non sapevo applicare e quindi, tentando altre strade, sicuramente più lunghe e meno immediate dell'applicazione di una formula scritta a pagina x del libro di matematica, riuscii nell'intento. Una volta consegnato il compito scoprii con grande sorpresa che il risultato era uguale a quello delle mie compagne di classe e realizzai di aver fatto giusto.

Invece no, col cazzo!! Alla professoressa non fregava proprio nulla del fatto che il risultato fosse esatto, alla professoressa interessava solo che non avevo usato la dannata formula della pagina x del maledetto libro di matematica. Ecco, all'epoca (mica così tanto tempo fa eh) mi beccai il mio unico brutto voto in matematica della mia carriera scolastica e abbassai la testa in segno di sconfitta; ma oggi, oggi penso di essere stata un fottuto genio, di essermela cavata al meglio che potevo con le conoscenze che avevo ed essere comunque riuscita a portarmi a casa il risultato. 

Non so nella vita se mai userò quel teorema (Spoiler: NO), ma so con certezza che mi sarà sempre molto utile la capacità di riuscire a cavarmela, di affrontare un problema di cui non conosco le regole, e riuscire a risolverlo comunque. 

Detto questo, credo che la scuola si dovrebbe più preoccupare di educare futuri adulti consapevoli delle proprie capacità e non tarpare loro le ali per farli correre tutti insieme nella stessa direzione e con la stessa velocità. 

Un pesce non si riterrà mai capace se gli si chiederà di volare. 

Ho il dente avvelenato, e forse si nota, uno dei miei figli sta seguendo l'iter per avere la certificazione DSA e la cosa fa incazzare più me di lui, che beatamente va a scuola con il sorriso stampato sulla faccia e non gliene frega niente se lui scrive in stampato e i suoi compagni in corsivo.

Io vedo la sua estrema sensibilità, il suo essere empatico a livelli incredibili, io ammiro la sua innata capacità di vedere le cose in maniera diversa, di trovare soluzioni a cui io non sarei mai arrivata, noto la sua estrema intelligenza nel trovare strategie bizzarre per tentare e riuscire a stare al passo.

Chi al giorno d'oggi scrive con carta e penna? L'unica cosa che scrivo è la mia firma e anche il corriere ormai me la fa scrivere su un supporto tecnologico.

Adesso, sinceri, cosa scrivete a mano? Io nemmeno la lista della spesa, perchè ho un'app in condivisione con mio marito.

Chi nell'età adulta scrive o ricorda come si scrivono quelle dannate lettere maiuscole in corsivo? Ma siamo seri?

E anche se qualcuno le ricordasse, a chi mai è servito poi nella vita vera? 

Scrivendo con il computer ci pensa lui ad andare dritto, a rimanere nelle righe, ci pensa lui a scrivere le lettere correttamente, l'importante è che tu abbia qualcosa da dire, da scrivere, da comunicare, che tu abbia delle idee...e mio figlio trabocca di idee.

Mi rendo conto, giorno dopo giorno, che il suo problema sarà la scuola ma non la vita e questo, un pò, mi rincuora.

Fortunatamente sono io quella cresciuta ossessionata dall'essere brava, se fosse possibile, la più brava; a lui non frega proprio niente; lui gioisce per i successi di suo fratello, lui ride quando inciampa, lui risponde alle battute con un fare così innocenti che ti penti immediatamente di averla fatta.

Lui chiama la gelateria "Il Gabbiano" il piccione, perchè chi li ha mai visti i gabbiano a San Bonifacio?

E come si fa a dargli torto?!




Tenetevi strette le vostre unicità,

quello che agli altri può sembrare strano,

ma in realtà vi rende speciali!

Un bacio

S.

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