2 month after

C'era un post che attendeva di essere pubblicato, alle volte aggiungevo qualche riga, "2 month after", ora ne sono passati più di 7 e non so se sono ancora pronta; mi rendo conto di non riuscire ancora a rivivere a pieno quei momenti, quei 21 giorni, non sono ancora in grado di metterli nero su bianco, ma d'altra parte dove sta scritto che io debba riportare i fatti come una telecronaca? il blog è mio e posso buttare li immagini, sensazioni, emozioni, paure a caso: mio blog, mie regole!

Quindi oggi, finalmente, mi butto...

Avevo intuito che Sergio avrebbe stravolto le nostre vite ma mai avrei pensato in un modo cosi devastante.

Siamo passati dalla gioia immensa che contraddistingue la nascita di una creatura, del miracolo della vita che si compie, quel profumo, quelle emozioni...all'incubo più spaventoso, ad un buco nero che inghiotte tutto, che ti annebbia la vista, che ti fa crollare il mondo addosso.

Tutte le certezze si sgretolano, l'incertezza regna sovrana, la creatura innocente che ancora non hai imparato a conoscere ti viene tolta dalle braccia e si rompe improvvisamente quella bolla in cui sei stata per i primi 15 giorni della sua vita, tra contatto, seno, carezze e presenza.

Ci sono momenti così brutti e devastanti che la mente decide di mitigare con una nebbia sottile, che ti permette di rivivere e rivedere gli avvenimenti come uno spettatore miope, che coglie l'insieme ma non i particolari.

C'è una paura cosi forte, cosi totalizzante da paralizzarti, il tuo corpo fa quello che c'è da fare come un automa, ma la tua mente è in blocco, si protegge da qualcosa che non è in grado di gestire; dall'esterno tutto sembra quasi normale ma dentro stai morendo insieme al tuo bambino che non riapre gli occhi, che non sai che cosa ha ma sai di essere in terapia intensiva e da li non sai se uscirete insieme.

C'è un dolore cosi grande da inghiottire tutto il resto, tutto assume una prospettiva nuova, tutto intorno assume un significato diverso, più nulla ti sembra importante, significativo o degno d'interesse.

C'è una morsa che ti attanaglia lo stomaco, e stringe senza sosta, vorresti gridare ma non hai il fiato, vorresti piangere ma non ci sono più lacrime, vorresti semplicemente respirare ma hai un peso cosi grosso sulle spalle che i polmoni non riescono ad espandersi come dovrebbero e cosi boccheggi, un giorno dopo l'altro.

Non so se arriverà il giorno che guardandomi indietro riuscirò a non soffrire; non so se quella paura che qualcosa non vada mi passerà mai; non so se riuscirò mai ad affrontare una visita di controllo con tranquillità; non so se arriverà un momento che rientrando in quell'ospedale non mi ripiomberà tutto addosso; non so se tornerò a respirare normalmente quando un medico legge la cartella clinica di mio figlio; non so se quell'incubo porterà con sè degli strascichi su Sergio, non so se lo sapremo mai, ma so con certezza che degli strascichi li avrò io, per sempre.

Per molti questo post potrebbe non avere significato, potrebbero essere delle parole buttate a caso parlando di qualcosa che non si capisce, ma assicuro che per me è buttare fuori qualcosa di grande, che occupa ogni spazio libero dentro di me, qualcosa che non se ne va, che non puoi semplicemente smettere di pensare, qualcosa che scrivendola mi sembra in qualche modo di rimpicciolire, di rendere meno spaventosa, qualcosa che si attenua ad ogni suo sorriso ma torna prepotente prima di ogni visita, qualcosa che si affievolisce ad ogni risultato positivo ma cresce silenziosa e subdola di fronte al più piccolo dubbio.


Non so cosa sarà, so che è stato e sarà tutto diverso da come me lo ero immaginato...

Un abbraccio,

S.







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