Casa

Sono ad un passo dal realizzare uno dei miei sogni, e riflettevo...

Al di là del fatto che credo che la casa sia molto di più di un luogo, credo che con il termine casa ci si riferisca ad un rifugio, alla sicurezza, al tepore, all'intimità, al sentirsi a proprio agio; casa è dove si va quando si ha bisogno di certezza, di punti fermi, di stabilità; detto questo, io ho abitato in diverse case, tutte con la propria importanza, che hanno segnato determinati periodi della mia vita:

- C'è la Casa, con la C maiuscola, quella dove sono nata e cresciuta fino ai 19 anni, quella che ancora sogno ogni volta che l'ambientazione del sogno è di una casa; è la casa della mia famiglia, è dove ho imparato a vivere, a comportarmi, è la casa che indubbiamente mi ha dato di più ma che a tutti gli effetti era la mia casa meno di tutte quelle in cui ho vissuto, lì non c'erano le mie regole, non sceglievo cosa o quando mangiare, quando uscire, rientrare; non mi occupavo della casa e non avevo minimamente idea nemmeno di come si facesse. In quella casa sono cresciuta con la completa inconsapevolezza di cosa volesse dire avere una casa ma dove mi sono sentita più al sicuro che in ogni altra parte del mondo, dove mi bastava un piumone per scacciare i mostri, dove ad ogni ora della notte mi bastava sussurrare il suo nome e lei arrivava a soccorrermi, dove al mattino mi svegliavo con i vestiti sul termosifone e la colazione pronta, dove mi trovavo come per magia i vestiti puliti e stirati, dove non sapevo mai cosa ci fosse per cena ma ero certa che quello che trovavo mi sarebbe piaciuto. In quella casa ho lottato per la mia indipendenza e ho fallito miseramente.

- C'è la casa di Verona, la casa che più di tutte è stata il mio rifugio, la casa che ha segnato l'inizio della mia agognata indipendenza, con tutti i lati positivi e negativi che essa comporta, sono stati due anni intensi, hanno stravolto la mia vita, le mie abitudini e il mio essere "figlia". L'ho scelta da sola, l'ho sistemata da sola, l'ho fatta mia e anche qui, per assurdo, di mio c'era poco e nulla eppure per la prima volta ho assaporato l'idea di cosa volesse dire avere una casa propria; la sua pulizia, il suo frigo pieno, il suo calore, dipendevano da me, da come io me ne prendevo cura. Questa casa è stata la casa della solitudine, non nel senso negativo del termine, anzi, è stata la casa che mi ha obbligato a conoscermi, a vivere con me stessa, ad affrontarmi, a scavarmi nel profondo; ricordo quella casa con un grande senso di gratitudine, ricordo quella casa quando desidero un momento per me, senza nessuno intorno, ricordo quella casa come una piccola isola deserta ma bellissima e confortevole.

- C'è la casa dove sono nati i miei figli, la casa che mi ha visto diventare mamma, la casa dove ho passato quasi 10 anni, tra alti e bassi, una casa che non ho mai sentito davvero mia ma che a tutti gli effetti è una bellissima casa, in assoluto è stata quella dove ho passato più notti insonne, una casa dove ho dovuto riadattarmi alla presenza di qualcun altro, con le sue abitudini, le sue regole, i suoi modi di vivere, è stata una casa controversa che inevitabilmente porta con sè anche molto dolore, una casa a cui non riesco a pensare senza piangere, senza sentirmi addosso il peso del fallimento che purtroppo va ad annebbiare i bellissimi ricordi che racchiude.

- C'è la casa di Soave, un'altra casa di "passaggio", un'altra casa che segna una rinascita, una casa che mi ha visto arrivare con un bagaglio importante, una casa che mi accolto senza giudicarmi, una casa che mi ha abbracciato in silenzio, una casa che mi ha fatto tornare il sorriso all'idea di rientrare tra le sue mura la sera, una casa che i miei bimbi hanno imparato a sentire come la loro, senza ricordarsi di aver avuto un'altra casa prima, una casa che sapevo già sarebbe stata mia solo per un po' ma che sono certa ricorderò per sempre; anche questa l'ho scelta io anche se è stata una scelta diversa, una scelta in funzione dei miei bambini. Qui è nata una famiglia nuova, diversa, non tradizionale ma piena di amore, di quell'amore che incontri solo una volta nella vita e forse dovresti limitarti ad aspettare quello, senza accontentarti di altro prima. Questa casa ci ha visto sgomitare per essere accettati, ci ha visto piangere ma anche ridere tantissimo, questa casa porterà per sempre con sé tutte le nostre prime volte da "famiglia speciale"; questa casa è la casa del coraggio e per molti aspetti la associo spesso a quella di Verona, è tutto diverso in realtà ma anche questa, come l'altra, ha assistito al mio terremoto interiore e l'ha saputo reggere senza crepe.

- Ora arriviamo al motivo per cui ho cominciato a scrivere questo post, arriviamo al sogno che si realizza, arriviamo ad una casa che abbiamo acquistato su carta più di un anno fa, una casa che ho visto nascere, crescere e soprattutto plasmarsi come io la desideravo. Finalmente, a 32 anni, avrò la mia casa, non ci sarà nulla che già c'era, nulla scelto da qualcun altro; ogni angolo, ogni muro, ogni mobile, ogni cianfrusaglia sarà il nostro e di nessun altro; sarà stato scelto, pensato, progettato, acquistato, sognato e realizzato da noi. E' una sensazione potente, totalizzante, è un'altra grossa responsabilità che si aggiunge a quelle che già ci sono, ma sarà il nostro mondo, vorrei che diventasse per i miei figlio quello che per me è stato e ha significato la mia prima casa; vorrei che li trovassero il loro porto sicuro, che ci sarà in ogni caso, anche quando loro lo abbandoneranno per il loro nuovo percorso. Vorrei che sapessero che potranno sempre trovare rifugio tra quelle mura che sono state fondate dall'amore più profondo che conosco, sarà la loro casa per sempre, anche se chi ci vive ha un cognome diverso dal loro. Quella casa che con trepidazione stiamo tutti aspettando "la casa nuova", sancirà a tutti gli effetti l'unione della nostra famiglia speciale che è la prova di come l'amore non sia dettato dal solo legame di sangue ma sia una scelta, un dono prezioso da curare quotidianamente, un impegno consapevole, un legame che si crea con la presenza, con la costanza, con il sacrificio, con il dono di sé, del proprio tempo e delle proprie energie, un legame che cresce e si rafforza perché non viene dato per scontato.

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Con ogni probabilità la prossima volta che scriverà qui lo farò da quella casa...e non vedo l'ora

A presto,

S.


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