Vittimismo

A volte ritornano...e oggi lo faccio da: diciamo carica, un pò agguerrita, con qualcosa che mi ribolliva dentro da qualche tempo  e che, come di consueto non riesco a tenere a bada..
Parto con il dire che per mia predisposizione naturale, per non dire per pura fortuna, non credo di avere insito in me il gene dell'odio; non credo ci sia una persona, cosa, animale, cibo o altro che posso dire di odiare...ma in compenso posso tranquillamente affermare che ci sono cose che non mi piacciono, che mi disturbano, che mi schifano o che mi fanno incazzare e a tal proposito vorrei soffermarmi a quest'ultima categoria; una su tutte la caratteristica di una persona che più mi fa incazzare è il vittimismo; credo che, a proposito di olimpiadi, occupi tutti e tre i posti del podio.




Chi fa la vittima non ha mai colpe, attende inerme che le cose le cadano addosso..la vittimista non fa, non dice, non prende posizione...per lei sono sempre gli altri che le hanno fatto o non fatto, le hanno detto o non detto.
Mi raffiguro questa categoria di persone come una pianta in mezzo ad un giardino, che si becca sole, pioggia, neve, vento, grandine..con la sola differenza che la pianta non ha scelta, mentre la vittimista sceglie la sua immobilità e nel 100% dei casi se ne lamenta. La colpa è della pioggia che bagna non sua che non prende un ombrello, la colpa è del sole che scotta non sua che non si mette un cappello, la colpa è della neve che ghiaccia non sua che non si veste...la neve, il sole, la pioggia ci sono e ci saranno per sempre ma ci sono mille e più modi per affrontarli e la lamentela di sicuro non è tra questi.
La persona vittimista crede che dato che è e rimane immobile non può avere colpe quando invece la sua colpa è l'immobilità stessa. Non siamo piante, siamo esseri umani..
Sicuramente ci sarà qualcuno che si avvicinerà a quella bella pianta, ma presto o tardi questo qualcuno tornerà a muoversi ed inevitabilmente si prenderà la colpa per averla abbandonata, per non averle scritto, chiamato, parlato, per non essere rimasto immobile con lei.
La vittimista è codarda, fa della sua immobilità e neutralità la sua sicurezza e se non fosse che incolpa gli altri del loro muoversi per me andrebbe anche bene...ogni persona è libera di vivere da pianta ma non può pretendere che tutti facciano le piante insieme a lei.
I vittimisti vivono nell'autocommiserazione, non si fanno mai un esame di coscienza, sono alla continua ricerca di consensi, di approvazione, di attenzione, hanno talmente paura del mondo che la loro felicità sta nel sentirsi dire poverini..
A me qui sale la belva, io li scuoterei come gli alberi che sono e li sveglierei da quello stato catatonico in cui si rifugiano.
Rimanere fermi, non scegliere, non prendere una posizione, non prendersi di conseguenza nessun tipo di responsabilità per tutto quello che succede, non è un opzione, è solo codardia. La neutralità mi ha sempre fatto incazzare, c'era un girone apposito per loro nell'inferno di Dante e io non posso che approvare alla grandissima.

*Nell'idea di oltretomba di Dante gli ignavi sono quelle persone che nella vita non hanno mai agito né per il bene né per il male, non hanno mai avuto né espresso idee proprie e si sono sempre adeguati alla massa, all'idea del più forte* cit.

Se c'è un insegnamento che ritengo fondamentale trasmettere ai miei figli è quello di essere coraggiosi, è quello di capire che prendere una decisione implica abbandonarne delle altre, che se si decide di andare a destra inevitabilmente si decide di non andare dritto, indietro o a sinistra; che prendere una direzione significa avere vicino qualcuno e salutarne qualcun'altro...è il senso della vita.
Bisogna essere coraggiosi e prendersi il rischio di sbagliare, a volte si può tornare indietro e tentare di riprendere il giusto percorso, altre invece si può solo cercare di aprirsi una nuova via nel percorso sbagliato.
Nella vita si può discutere per opinioni diverse, si può cercare un compromesso e scegliere insieme una strada intermedia, si può volersi bene anche mantenendo idee differenti, si può decidere di dividere le proprie strade e vedere se un giorno si rincontreranno, si può provare a percorrere per un pò la strada dell'altro e poi fare a cambio, si possono fare tante cose ma di sicuro non si può non fare niente insieme.

Ai miei figli mi impegno a mostrare quotidianamente con l'esempio che bisogna essere coraggiosi e prendersi le responsabilità delle proprie decisioni, il merito dei propri successi e le conseguenze dei propri fallimenti..nella vita si dice grazie e si chiede scusa..la vita è movimento, è cambiamento, è rischio, è azione....e a volte è proprio quando temi di esserti perso che ti ritrovi a percorrere il sentiero più bello del mondo!

Ecco,
a presto
S.

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