Come di consueto, a cavallo tra un anno e l'altro, mi ritaglio un po' di tempo per fare le considerazioni della fine e i propositi del nuovo inizio.
Comincio con il dire che questo 2017 poteva fare di meglio, di solito gli anni dispari mi danno delle soddisfazioni ma stavolta, sarà per il numero 17, sarà che non me lo meritavo, sta di fatto che non è stato dei migliori...
Descriverei quest'anno come un anno duro, un anno che mi ha fatto aprire gli occhi a suon di, per essere eleganti, badilate sul muso; un anno di difficile comprensione, un anno che mi ha lasciato tante domande non risposte e altrettante con risposte che non mi aspettavo; un anno che era partito con tutti i presupposti per essere un anno meraviglioso e invece si è concluso con più di una delusione.
Bando alle ciance darei il via all'elenco degli insegnamenti che porterò con me nel nuovo anno, perché si sa, ogni anno, ogni esperienza, ogni emozione, ogni attimo vissuto, bello o brutto che sia, ti permette di imparare qualcosa; sta a noi poi decidere se farne tesoro oppure lasciarlo nel dimenticatoio...
La verità più grande che mi ha mostrato il 2017 è che, a volte, una cosa che io vedo senza ombra di dubbio bianca, ci sono persone che la vedono grigia e altre addirittura nera, di un nero così scuro che non lascia spazio a nessun confronto e possibilità di cambiamento.
Non so dire se le persone che vedono le cose di un colore diverso dal mio, vedano effettivamente quel colore, vogliano vedere un colore diverso, abbiano invece bisogno di particolari occhiali o semplicemente decidono a priori il colore che vedranno, ancora prima che gli venga mostrato.
Non so nemmeno se quella che ha problemi con la vista in realtà sono io e prometto che scoprirlo sarà uno dei miei buoni propositi per il 2018.
Mio malgrado il 2017 mi ha sbattuto in faccia che una persona non da sempre la stessa fiducia che riceve, non sembra essere la prassi quella che prevede che se io mi butterei nel fuoco per te, tu faresti lo stesso per me, anzi, sembra che non ti disturberesti nemmeno a spegnere l'incendio.
Quest anno mi ha insegnato a non credere ingenuamente che le persone con me siano diverse, se in mia compagnia parlano male di qualcuno, stai certa che in compagnia di qualcun altro parleranno male di me.
Ho imparato che non tutti amano il confronto, non tutti vogliono arrivare alla soluzione di un problema, c'è chi ama sguazzarci dentro e tenerti stretta affinché tu ci rimanga dentro insieme.
Su di me invece ho capito che sono profondamente realista ma conservo intatto un pezzettino di ottimismo che riesce sempre a mostrarmi una luce in fondo al tunnel, e sicuramente un altro dei buoni propositi sarà quello di tenermi stretto quel pezzettino così prezioso.
Mi sono scoperta inoltre più diplomatica di quello che credevo, più in grado di "distaccarmi" da una situazione e cercare di leggerla dall'esterno, meno impulsiva della Sara che ricordavo, e sicuramente molto più paziente.
Molto lo devo ai miei figli, me ne rendo conto; la scoperta di una me un po' diversa mi ha permesso di credere nel cambiamento anche degli altri; mi sono ritrovata più "buona", più indulgente, più comprensiva e aperta al perdono.
Ho amato di me stessa la capacità di rialzarmi, di andare avanti, di tenere, almeno per la maggior parte del tempo, lo sguardo rivolto verso l'alto.
Chiarisco, per evitare che mi pensiate una santa, che ho riportato qui solo quegli aspetti che mi hanno resa migliore, perché, ahimè, ce ne sono molti altri che si sono ingigantiti e non si possono certo inserire nella lista dei pregi...uno su tutti la testardaggine!
Passiamo ora ai buoni propositi per il nuovo anno: in primis vorrei promettere a me stessa di lasciare andare tutto quello di contorto, difficile, complicato e pesante ho nel mio bagaglio e di dedicarmi alle cose semplici, lineari, pulite, perché purtroppo la vita ci mette già davanti un mucchio di problemi tutti i giorni, senza il bisogno di andarsi a complicare quello che è già bello nella sua semplicità.
Vorrei inoltre impegnarmi (pur sapendo che sarà molto, molto, molto dura) a non cercare di cambiare gli altri o la loro visione delle cose, ma imparare ad accettare che siamo diversi, che il mio punto di vista è giusto per me ma non per tutti e soprattutto che la persona che ho di fronte magari non vuole e non ha chiesto l'aiuto che vorrei darle.
Purtroppo ho capito che la mia innata propensione "alla crocerossina della comprensione" da fastidio a molti; quando credo o mi accorgo che qualcuno non ha capito o ha interpretato erroneamente un'informazione, qualsiasi esse sia, ho l'orribile vizio di intromettermi e cercare di spiegare, cercare di far capire, cercare di illuminare il mio interlocutore.
Bene, nel 2018 che verrà dovrò semplicemente cominciare a farmi i c***i miei!!
Perché alla gente non interessa capire, a volte nemmeno ascolta, la gente vede me che mi prodigo nelle più enfatiche spiegazioni e pensa che lo faccio perché mi credo migliore, pensa che lo faccio per ergermi su un qualche fantomatico piedistallo e di conseguenza mi classifica come la superba e antipatica saccente senza ascoltare una parola di quello che dico.
A tutti coloro che ho colpito con un qualcuno dei miei interventi salvifici dico che:
- può sembrare strano, ma l'unica cosa che mi spinge a farlo è il mettere chiarezza dove mi sembra non ci sia, perché credo non esista niente di più frustrante di un'incomprensione;
- non mi sentirei minimamente sminuita se voi faceste la stessa cosa, anzi, se ogni qualvolta avessi un dubbio arrivasse qualcuno a risolvermelo o ad aiutarmi a risolverlo insieme, lo considererei un meraviglioso regalo.
Sono pazza o strana? Forse, non so che farci.
Detto questo, mi auguro che ci sia una variazione delle tendenze e, il 2018, pur essendo un anno pari, mi regali quello che il 2017 mi ha tolto, un po' di sana serenità.
Auguro a voi un anno ricco, non di soldi ma di desideri esauditi, di promesse mantenute e di sogni usciti dal cassetto!
Un abbraccio,
spero a presto
S.

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